Viene definita fascite plantare una condizione dolorosa che interessa la parte inferiore del piede (regione sottocalcaneare), ma questo termine è in realtà piuttosto limitativo.
La fascite plantare indica un’infiammazione della fascia plantare, frequente specialmente tra i corridori, i saltatori, i calciatori, le persone obese ed i pazienti con più di 40 anni (andando avanti con l’età il tessuto grasso a livello della pianta del piede, che funziona come un cuscinetto, tende a ridursi).
Si tratta della causa più comune di dolore al tallone e di richiesta di visita specialistica in ambulatorio del piede.
La fascite plantare colpisce di solito un solo lato ma nel 30% dei casi sono interessati entrambi i piedi.
Questa guida vi aiuterà a capire:– Come si sviluppa la fascite plantare
– Quali sono le possibili cause di dolore al tallone
– I problemi legati alla diagnosi ed al trattamento

La fascia plantare (anche detta aponeurosi plantare) è una robusta fascia costituita da tessuto fibroso che origina dalla parte inferiore del calcagno (cioè l’osso del tallone) e termina a livello della base delle dita. Questa struttura gioca un ruolo molto importante nella trasmissione del peso corporeo al piede durante la deambulazione e la corsa.
La fascia plantare presenta dal punto di vista anatomico e soprattutto funzionale, una continuità con il tendine di Achille, presente nella parte posteriore della gamba.
Al di sotto della fascia plantare troviamo un accumulo di tessuto adiposo (cioè tessuto grasso), chiamato cuscinetto adiposo plantare, che ha l’importante funzione di assorbire gli urti a cui sottoponiamo costantemente il piede.
Qual è la causa della fascite plantare?
In risposta a carichi di lavoro eccessivi, la fascia plantare può reagire con l’alterazione strutturale delle fibre collagene (che compongono il tessuto fibroso della fascia stessa) ed una reazione infiammatoria che può anche diventare cronica (cioè che perdura da molto tempo).
Molti pazienti credono, sbagliando, che la causa del loro dolore sia lo sperone osseo visibile sulle radiografie. Lo sperone osseo tuttavia si trova sopra la fascia e non al suo interno ed è causato dalla infiammazione cronica e tensione da parte del muscolo flessore breve delle dita a livello della sua origine sull’osso calcaneare.
Quali sono le possibili soluzioni?
Le soluzioni sono diverse, ma la prima cosa da prendere in considerazione è la struttura tendinea della fascia del piede, che per questo non può essere trattata come un muscolo.
Pertanto associato ad un trattamento antiinfiammatorio, il mio consiglio è quello di trattare le probabili contratture che saranno presenti nel polpaccio, nel bicipite femorale, e probabilmente nei glutei.
Poi con esercizi mirati, riportare le fasce ad una minore tensione, in maniera tale da poter eliminare la componente infiammatoria.


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